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Zeev Rechter – Israeli Pavilion

9 settembre 2013 No Comments by Alessandro Bellaro

Our  journey in the Biennale Gardens is now dealing with a Pavilion which arose great curiosity and interest either from the general  public and the public institutions. It brought into the scene the cultural and social themes of the Country in a creative way that lighted up debate and made people talk about it.

The Israeli Pavilion was finally built in 1952 in conjunction with the Swiss Pavilion. The Pavilions construction had stopped in 1934 due to the second world conflict. The Ukraine Architect Zeev Rechter (1899-1960) was in charge of the pavilion design. After having emigrated to Palestine, he started a great career and became one of the founder of modern Israeli architecture.  Among his works: the Charles Bronfman Auditorium (1957) and the International Convention Center in Jerusalem, which was finished in 1963. The Israeli Pavilion was refurbished in 1966 by the architect Fredrik Fogh, but its main characteristics remained unchanged:  an irregular polygonal plant that develops on the pavilion three levels, white and uniform walls except at the end of the main façade that presents some holes and the main entrance with a huge glass wall inwards from to the façade, which is made of stonework and expresses great material impact.

Il padiglione che andiamo a trattare in questo nostro appuntamento tra i giardini della biennale, ha suscitato negli ultimi anni grande curiosità ed interesse sia da parte del pubblico sia da parte delle istituzioni pubbliche, mettendo sul campo della biennale temi sociali e culturali propri del paese attraverso una chiave creativa che spesso ha fatto parlar di se ed acceso dibattiti.
Il padiglione Israele venne costruito nel 1952 in concomitanza con quello svizzero  dopo che dal 1934, a causa del secondo conflitto mondiale, la realizzazione di padiglioni espositivi cessò completamente.
Incaricato della progettazione del padiglione fu l’architetto ucraino Zeev Rechter (1899-1960) che dopo essere immigrato in Palestina perseguì una brillante carriera che lo portò ad essere considerato uno dei padri fondatori dell’architettura moderna israeliana; tra le sue opere più note emergono il Charles Bronfman Auditorium del 1957 e l’ International Convention Center a Gerusalemme concluso nel 1963.
Il padiglione Israele venne modificato nel 1966 dall’architetto Fredrik Fogh, ma le sue caratteristiche principali rimasero invariate: Una pianta poligonale irregolare che si sviluppa sui tre livelli del padiglione, la presenza di pareti bianche ed uniformi fatta eccezione la presenza di fori nella parte conclusiva della facciata e l’entrata caratterizzata da una grande vetrata rientrante rispetto alla facciata in muratura di grande impatto materico.

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